Finalmente posso godere della mia vita e del Mio benessere

 In Benessere

A chi più dobbiamo credere, ad Aristotele che più di 2000 anni fa disse… L’uomo e alla ricerca della felicità.

Nel corso dei secoli successivi questa nozione si è andata trasformando, assumendo significati e espressioni diverse in base al contesto, al momento storico e alle condizioni economiche.

Ma cosa significa per l’uomo moderno essere realmente “felice”?

La Storia mostra come ricchezza e potere siano effimere chimere, la giovinezza -al pari di loro- non è che una vivida fiamma che si consuma troppo in fretta, l’amore è un mistero.

Nonostante tutto questo, la ricerca della felicità è il motore primo che tira le fila delle nostre azioni, è quella molla che ci spinge a “andare un poco più in là” per vedere cosa si nasconde dietro la montagna.

 

Se la felicità è la destinazione finale, il benessere è la base di partenza.

 

Benessere significa ben-essere, ossia stare bene e, a differenza di quanto veniva affermato in passato, non è una condizione contraddistinta semplicemente dall’assenza di malattie e dolore.

La moderna idea di benessere, infatti, contiene in sé il concetto di salute fisica, psichica e mentale; una condizione, insomma, di armonia e serenità con l’ambiente che ci circonda e con il nostro “Io” più profondo.

 

Sul finire degli anni ’40 uno psicologo statunitense di nome Abraham Maslow concettualizzò il bisogno di felicità e benessere di un individuo sotto forma di schema piramidale, la piramide di Maslow.

 

Ogni gradino della piramide rappresenta un diverso stadio di bisogno e di benessere, partendo dalla ricerca del soddisfacimento dei bisogni primari fino ad arrivare all’auto-realizzazione personale -o felicità.

 

E’ interessante notare come nelle società moderne i bisogni primari vengono dati per “scontati” e, quindi, si desidera soprattutto quello che serve di meno.

 

I gradini più alti della piramide sono i più difficili da raggiungere perché fuori dal nostro controllo volontario e perché richiedono l’interazione con altre persone e il dispendio di infinite energie.

Proprio per questo motivo, spesso siamo insoddisfatti o infelici di quello che abbiamo.

D’altro canto i gradini più bassi della piramide sono facilmente raggiungibili e, nelle società Occidentali, non sono più considerati un bisogno quanto un diritto.

 

Se risulta difficile influenzare la ricerca della felicità, è altresì vero che esiste qualcosa su cui possiamo facilmente esprimere il nostro controllo ed esercitare arbitrio.

Questo qualcosa è il benessere in rapporto all’ambiente che ci circonda, in una sola parola l’ “ergonomia”.

 

Questo termine, fin troppo abusato da alcuni, rappresenta la ricerca di un giusto equilibrio nel rapporto con gli oggetti della nostra quotidianità; argomento quanto mai importante considerando che trascorriamo più di metà della nostra esistenza all’interno di spazi chiusi –sul posto di lavoro o nelle nostre abitazioni.

 

L’”Ergonomista” nasce dall’intento di trasformare l’ergonomia da scienza a pratica, da complessità a semplicità, da mero oggetto di speculazione a soluzioni concrete così da recuperare quel benessere che è andato perduto nel corso del tempo.

A presto!

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